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Angelica Sepe: Omaggio a Roberto Murolo

                 
Angelica...Canta... Roberto  Murolo
“Don Alfonso’, lo gradite un caffè ? Mariucciaaa!”.
Con queste parole Roberto Murolo mi accolse appena diciottenne insieme a mio padre nella sua casa al Vomero,  negli anni ottanta.
Tutta la città conosce la casa che fu del padre, il grande poeta Ernesto Murolo:  una lapide sulla facciata del palazzo ne rammenta le virtù.
Ricordo che mi fece accomodare su di un divano in pelle molto usurato:” Qui, si sedettero a conversare con mio Padre i più illustri autori di Napoli,”disse Murolo,” da Viviani a Gambardella: non lo posso cambiare...
Aveva già più di settantanni, questo grande maestro ma lo spirito era quello di un ragazzo, vivace e sorridente. Rimasi a casa sua fino a tarda sera: era emozionante ascoltare dalla sua voce il “romanzo” della storia della canzone napoletana.

E’ fu allora che giurai a me e a Lui che mai è poi mai avrei “tradito” la canzone Napoletana... così per quasi 10 anni tutti i pomeriggi mi apprestavo presso la sua abitazione e mi lasciavo plasmare ed istruire su quello che sarebbe stato il mio lavoro per la vita “La Murolo in Gonnella”

La sua non fu vita facile: a causa di una brutta vicenda giudiziaria,  una condanna per molestie sessuali a un minore, l’accusa di omosessualità, Murolo subì anni di divieti ad apparire nei programmi televisivi:
I suoi dischi continuavano a essere ascoltati e idolatrati in tutto il mondo, ma Murolo non si vedeva più.

In occasione del suo ottantesimo compleanno, grazie all'interessamento di Renzo Arbore, fu organizzato un giusto e doveroso recupero dell’uomo e dell’artista.
Straordinario e’ il ricordo del duetto con Mia Martini  nella canzone: “Cu’mme’” scritta da Enzo Gragnaniello.

Dicono i saggi che “chi non ha memoria  del passato, non ha futuro”:
grazie alla vita e alle opere di Roberto Murolo, la scuola della canzone Napoletana è certa di avere un punto preciso di riferimento per tutti.

Oggi sono una donna di 45 anni è grazie proprio a quell’incontro ho avuto la fortuna di girare tutto il mondo con la mia chitarra, con lo spettacolo “Da Napoli...Voce in viaggio...” rivisitato e corretto dal grande maestro Roberto Murolo è mai cambiato...
Credetemi non c’è giorno che io non pensi al “Maestro”... ascolto la sua musica...e mi tuffo nel mio passato, nei  miei ricordi e mi sento felice ...perchè la sua musica è dolcezza, riflessione e amore...
La canzone napoletana, le cui origini  sono insieme popolari e colte,  è senza dubbio la musica italiana  più conosciuta nel mondo e più di ogni altra cosa è rivelatrice della specificità del “popolo” partenopeo, con le sue contraddizioni, le sue ansie, le sue speranze, i suoi sentimenti, le sue passioni, la sua filosofia.
Legata a Murolo a filo doppio sento il bisogno di farlo rivivere sempre... di non farlo dimenticare mai...
Così dopo un incontro con Enzo Gragnaiello, uomo del Sud, da sempre sostenitore della cultura e della tradizione musicale partenopea mi si è aperta una finestra.. .
 Enzo ha avuto al possibilità di vivere gli ultimi istanti della vita di Roberto...nel suo racconto c’è tanto affetto ...” Enzo...diceva Roberto con un fil di voce, cantame na canzone con la chitarra... Enzo, spezza la voce e  non nasconde una lacrima...  
Dopo un po’ dalla scomparsa, Enzo vivo di quel ricordo, ha scritto una canzone ritratto al grande Roberto Murolo dal titolo “ Cantava”.
E’ impressionante come abbia potuto far rivivere in una “canzone” tutto del grande Murolo...i suoi insegnamenti, l’amore per la sua terra,la sua voce che sapeva di mare....
Ringrazio Enzo che ha pensato a me ... dicendomi :” Tu sei degna di questo brano che ricorda Murolo

Io sono onoratissima di questo privilegio, è farò di tutto affinché questa canzone accompagnata da un video clip girato a Napoli, dalla regia emozionante di Dario Baldi, siano divulgati in tutti gli spazi televisivi e radiofonici sia in Italia che all’Estero attraverso la rete delle nostre Ambasciate  Italiane nel mondo...

Grazie Maestro Murolo sei il nostro orgoglio !!

Cantava
Versi e musica di  Enzo Gragnaniello

Cantava e chianu chianu raccontava a vita,
teneva ‘a voce che sapeva ‘e mare
e a luna dinto ‘o core...

Cantava cu chella voce ccà nun tene tiempo
 E dinte ’e guerre accompagnava o viento
E a notte accompagnava a te....

Ma si nun è fernuto e allora comme và a fernì,
chi po’ fermà na guerra, nun po’ mai ferma chi canta...

Diceva quanno tu cante fa sentìì ‘e parole,
pecchè c’è sta sempe na cosa vera e a voce po parlà...

Cantava, cantava pe nun se sentì mai sulo  e raccontava sempre a terra soia terra,
terra soia, terra, terra, terra, soia....

Ma si nun è fernuto e allora comme và a fernì,
chi po’ fermà na guerra, nun po’ mai ferma chi canta...

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